dal 13 Dicembre 2017 al 20 Dicembre 2017. , Milano - San Raffaele, Aula San Tommaso
Link: www.unisr.it/filosofia/ricerca/iniziative-attivita/cattedra-rotelli/#1477405883533-715901b7-c795
Categoria: Curriculum Episteme, Curriculum Ethics

Seminari di preparazione alle lezioni della Cattedra Rotelli

a cura di Claudia Bianchi e Laura Caponetto

 

Mercoledì 13 dicembre 2017 – ore 11-13

Aula San Tommaso (DIBIT 1)

Laura Caponetto (Università Vita-Salute San Raffaele) – “Atti linguistici, subordinazione e riduzione al silenzio”

Abstract: Una delle declinazioni più interessanti del tema della discriminazione in filosofia del linguaggio è legata a quello che è diventato comune chiamare hate speech(o linguaggio d’odio). L’obiettivo del seminario è quello di offrire, a partire dai lavori di Rae Langton, un’analisi delle istanze ordinarie di linguaggio d’odio in termini di atti linguistici di subordinazione. Riprendendo il quadro austiniano, tale prospettiva si concentra non tanto su ciò che il linguaggio d’odio dice, quanto su ciò che i parlanti fanno nei casi di uso ordinario di hate speech. Verrà posto l’accento su come il linguaggio contribuisca a creare e a rinforzare le disuguaglianze sociali e su come le parole di alcuni abbiano la capacità di sottrarre ad altri diritti civili fondamentali (in primis, il diritto alla libertà di espressione).

 

Martedì 19 dicembre 2017 – ore 14-16

Aula San Tommaso (DIBIT 1)

Laura Caponetto (Università Vita-Salute San Raffaele) – “Parlanti, autorità e dinamiche conversazionali”

Abstract: Il problema dell’autorità costituisce una delle obiezioni più spinose per la concezione del linguaggio d’odio in termini di atti linguistici di subordinazione. Questi vengono classificati da Langton come verdettivi o esercitivi – illocuzioni che conferiscono diritti e poteri a taluni individui, e privano di diritti e poteri altri. Alla luce di alcune considerazioni di Austin, Langton raggruppa verdettivi ed esercitivi nella classe degli authoritative speech acts: atti per compiere i quali il parlante deve godere di autorità nel dominio rilevante. Nella maggior parte degli esempi di linguaggio d’odio (si pensi ai casi di aggressione verbale per strada o in luoghi pubblici), il parlante non sembra però possedere alcun tipo di autorità. Ne dovrebbe seguire che, con le sue parole, non possa compiere felicemente atti di subordinazione. L’obiettivo del seminario è quello di analizzare il modello degli esercitivi conversazionali di Mary Kate McGowan e valutare in che misura esso possa offrire una soluzione al problema.

 

Mercoledì 20 dicembre 2017 – ore 11-13

Aula San Tommaso (DIBIT 1)

Laura Caponetto (Università Vita-Salute San Raffaele) – “Come contrastare i linguaggi d’odio: good speech, bad speech e counter-speech”

Abstract: Negli ultimissimi anni, Langton ha raffinato la sua strategia di trattamento dei linguaggi d’odio, facendo leva sulla nozione di licensed authority introdotta da Ishani Maitra. Il nucleo della nuova proposta è questo: qualsiasi parlante ordinario può acquisire autorità se si comporta come se l’avesse e nessuno degli astanti interviene mettendola in dubbio. Un uomo bianco sale su un tram, comincia a urlare parole di denigrazione contro una giovane donna araba, e con ciò stesso (e nulla più) riesce ad assegnarle uno status di inferiorità – ma solo a patto che gli spettatori rimangano in silenzio. La proposta, che verrà analizzata in dettaglio nel corso del seminario, accende i riflettori sulla complicità degli astanti, inclusi quelli che, in cuor loro, non condividono le parole pronunciate dal parlante. Al contempo, essa svela un interessante meccanismo per contrastare i linguaggi d’odio: obiettare, rompere il silenzio, opporsi agli atti linguistici d’odio così da bloccarne la felice esecuzione.